Il progetto iconografico

L'idea

Dare identità e valore ad un edificio costruito dopo il terremoto della Marsica del 1915

Gli affreschi di Bisegna nascono dal desiderio di dare un volto alla chiesa parrocchiale che sia in armonia al celebrare, secondo la riforma del Concilio Vaticano II. Il progetto iconografico fa tesoro della tradizione e del patrimonio conservato nella regione, tanto a livello pittorico che lapicida. In seguito al crollo della chiesa parrocchiale a causa del terremoto della Marsica del 1915 si è realizzata una nuova chiesa con linee standard e alquanto essenziali. Il corpo di fabbrica risultava alquanto anonimo ed insignificante. Nel procedere al suo adeguamento e alla sua riqualificazione liturgica si è deciso di realizzare un programma iconografico che sia avvolgente, che accompagni il celebrare e che sia inerente alla liturgia. La volontà è che sia di facile comprensione per tutti senza escludere, però, una possibilità di lettura più approfondita. Attingendo dalla tradizione un linguaggio iconografico proprio della Chiesa indivisa, si è proceduto alla progettazione e alla conseguente realizzazione del ciclo di affreschi. Partendo dall'abside e terminando nella controfacciata, luogo deputato all’iconografia del giudizio finale, si è tenuto conto dell'intrecciarsi del visivo (l’iconografia) con l'uditivo (la parola proclamata, cantata, agita), e con l’azione liturgico rituale simbolica. Rispettando i vari linguaggi/azioni che lì si pongono in essere: nel vedere, nell'udire, nell’odorare, nel gustare, nel toccare. Un concelebrare con le cose.

Nell’abside concava si delinea l'orizzonte verso cui si è orientati e in cui tutti si è situati. Mancando la cupola, elemento con cui si rappresenta il “cielo dei cieli”, si è deciso di realizzare una presenza simbolica della comunicazione diretta tra la mensa eucaristica, posta sul suo bema nell’abside, e la “tavola del cielo”. Per cui nel catino absidale c'è il Pantocrator (cioè il reggitore di tutte le cose) su di uno sfondo di cieli aperti in oro. Nell'intradosso dell'arco absidale un grande arcobaleno elicoidale con i quattro esseri viventi dell’apocalisse in rosso fuoco inscritti in cerchi che rappresentano le ruote della Mercavà/carro, del profeta Ezechiele. Qui siede la gloria del Signore che ha al suo apice nell’epiclesisi dello Spirito Santo che scende sull'assemblea radunata attorno alla mensa dell’eucarestia. Su di questo la tovaglia, l’evangeliario e la croce sospesa, posta sopra come axis mundi, albero della vita e Talamo.

L'Altare

L’Altare è cubico 1m×1mx1m (simbolo dell’unicità di Cristo) la cui pietra della mensa è spessa 33 cm. Sotto di essa, in bema, sono state poste le reliquie.

L’Altare è cubico 1m×1mx1m (simbolo dell’unicità di Cristo) la cui pietra della mensa è spessa 33 cm. Sotto di essa, nel bema, sono state poste varie reliquie. Nei due pennacchi sopra l'arco è iconografata l'Annunciazione mentre sulle due facce interne delle lesene dell'arco vi sono due piante del giardino paradisiaco: cipresso e palma, entrambe abitate da uccelli simbolici. Nelle due paraste, racchiudenti il tutto, sono raffigurati dall'alto in basso: a destra il re Salomone, il profeta Giona e l’apostolo Paolo. A sinistra Davide re, il profeta Ezechiele e l'apostolo Pietro. Tutti con in mano cartigli con testi significativi tratti dai libri della Bibbia inerenti al soggetto iconografato e scritti nella lingua originale del libro. All'interno del tamburo dell’abside, sotto il catino absidale, è iconografata la teoria ecclesiologica dei 12 agnelli che dalla città dell’Incarnazione, Betlemme, e da quella della Redenzione, Gerusalemme, vanno verso il Cristo (Stella di Davide) “stella radiosa del mattino”.

Più in basso, a fianco della monofora, quattro episodi dell'antico testamento si trovano espressi secondo la preghiera del primo canone eucaristico, cioè il canone romano. A sinistra il sacrificio di Abramo (legatura di Isacco) “nostro padre nella fede” e “l'oblazione pura e santa di Melchisedech sommo sacerdote”. A destra della monofora troviamo “l'offerta (il dono) di Abele il giusto” e l’ospitalità di Abramo e Sara alle querce di Mamre. Nella monofora in alto l’Emmanuele scende mediante la luce che entra dalla monofora orientata ad est arrivando a noi per poi tornare al Padre salendo la croce. Nella parte inferiore della medesima l’agnello dell’Apocalisse ritto in piedi sul monte da cui discendono quattro fiumi. Mentre sulle pareti interne della medesima monofora vi è la vite con grappoli d’uva e abitata da uccelli.

© Parrocchia di S. Maria Assunta Bisegna (AQ) Italy